Focaccia more e basilico

Written by profumispeziati

Quello che davvero muove la nostra vita è la felicità.

Dalai Lama

Quanti sciorinano precetti infallibili sulla felicità umana e poi non sanno essere felici un sol giorno della loro vita!

Quanti parlano per ore sull’arte di fare case, di dipingere quadri e di rizzare statue, e non hanno mai saputo, né mai sapranno fare una casa, un quadro e una statua!

Se volete esser felici, occupatevi dunque più del pane quotidiano che del prezzo dei cereali in tutto il mondo, fate meno teorie ed un po’ più di pratica. Proponetevi, per esempio, di essere felici quest’oggi senza però guastarvi la felicità del domani, e tanti oggi e tanti domani felici, infilati l’uno dietro l’altro, vi intrecceranno sul capo tutta una corona di giorni, di mesi e di anni felici.

P.M. L’arte di essere felici

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Questa è una focaccia nata per caso, un abbinamento insolito ma che si sposa sorprendentemente bene.

Infatti chi ha mai sentito di more e basilico in una focaccia dolce?!

Eppure appena sfornata, fatta raffreddare leggermente, neanche il tempo di una foto veloce veloce, per poi assaggiarne una fettina e scoprire che…”mamma ho creato la mia droga”.

Di certo non è un sapore classico, anzi decisamente insolito, volutamente insolito, quindi non adatto a tutti, ma a me è piaciuta un  sacchissimo!

Mettiamo da parte l’entusiasmo e parliamo seriamente, questa è una semplice focaccia moderatamente dolce con le more (assomiglia molto alla classica focaccia con l’uva), ho voluto impreziosirla di foglioline sminuzzate di basilico fresco, tanto da riempire 2/3 cucchiai. Non molte, una manciata raccolta dalla mia piantina, che nell’impasto non sovrastano per niente, ma vanno solo ad aggiungere una nota aromatica molto piacevole.

Bisogna provarla per sapere i gusti delicati che si sprigionano in bocca dando assuefazione.

Vi ho fatto venire voglia di provarla?!

Bé passiamo alla ricetta.

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Ingredienti:

400 gr di farina di kamut

100 gr di farina manitoba

8 gr di lievito di birra fresco

100 gr di zucchero grezzo di canna

un pizzico di sale

250/300 ml di latte (varia in base all’umidità della farina)

2/3 cucchiai di basilico tritato fresco

..per la copertura:

250 gr di more

qualche cucchiaio d’olio d’oliva

2 cucchiai di zucchero di canna

Procedimento: mettere a sciogliere il lievito di birra in poco latte tiepido. In una ciotola mettere le farine, lo zucchero, il pizzico di sale, aggiungere il lievito sciolto e il latte a poco a poco, per ultimo il basilico tritato. Mescolare l’impasto con un cucchiaio, poi passarlo in un piano infarinato e lavoralo con le mani per qualche minuto, fino a che non risulta più appiccicoso, ma liscio e compatto. Mettere la palla di impasto in una ciotola, coperta da un canovaccio e lasciar lievitare in forno spento (lontano da luce e sbalzi di temperatura), per un’ora.

Riprendere l’impasto lievitato, coprire una teglia con carta forno, cospargere il fondo con un filo d’olio e stenderci l’impasto con le dita (io ho usato una teglia 20×30). Impastare delicatamente le more, ben lavate ed asciugate, con un cucchiaio di zucchero di canna e cospargerle su tutta la superficie della focaccia, spingendole all’interno dell’impasto, per quanto è possibile.

Lasciar lievitare di nuovo nel forno spento per due ore o comunque fino a raddoppio del volume.

A questo punto, distribuire il restante zucchero e un altro filo d’olio, poco poco per non renderla troppo unta.

Infornare a 180° per 30-40 minuti (se la si fa più bassa diminuire la cottura di 5-10 minuti), fino a che non risulta bella marrone dorata in superficie.

NOTE:

Io ho usato una teglia 20 x 30 cm e l’impasto è venuto parecchio alto di 4-5 cm, con la parte inferiore priva di more perché sono rimaste parecchio in superficie anche se, prima della cottura, le avevo ben spinte in basso. Quindi, se si vuole una focaccia più bassa e di conseguenza più ricca di more, si può anche usare la teglia del forno e stendere l’impasto più basso, cosicché, in una fetta di focaccia ci saranno more su tutto lo spessore della stessa.

Lasciar raffreddare leggermente prima di tagliarla, ma è preferibile gustarla ancora tiepida.

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